NARRAZIONE

ED

ECOLOGIA

La narrazione è strumento per acquisire, comprendere ed integrare significati: organizza l'esperienza in forma verbale, la condivide e trasmette conoscenza e possibilità. Il filosofo Roland Gérard Barthes la definisce "come la vita: esiste per sé, è internazionale, trans-storica, trans-culturale". In un'epoca di eccesso di informazioni, l'arte della NARRAZIONE è capacità di coinvolgere nella germinazione di infinite possibilità di sviluppo della storia, non è solo passaggio di notizie preconfezionate.

Le stesse scienze sono una narrazione della realtà, come emerge da I"I miti dell'evoluzione umana", del paleontologo americano Niles Eldredge e del paleoantropologo Ian Tattersal. Anch'essi, nell'elaborazione della teoria neodarwiniana del processo di speciazione mediante il "gradualismo" degli equilibri punteggiati (ossia l'evoluzione mediante periodi di stabilità e rapidi cambiamenti progressivi), hanno trovato una modalità di narrazione dell'evoluzione animale e umana!

E' stata riconosciuta nella MEDICINA NARRATIVA (narrative based medicine, NBM) una vera metodica d’intervento clinico-assistenziale basata su una specifica competenza comunicativa. Questa tecnica riesce a costruire un percorso di cura personalizzato e consapevole in modo condiviso con il paziente: la cosiddetta "storia di cura". Le decisioni terapeutiche sono comunque prese secondo la medicina basata sull'evidenza scientifica (evidence based medicine, EBM), ma prendendo in considerazione la pluralità delle prospettive soggettive, il percorso dedicato riesce ad essere davvero più appropriato e quindi più efficace. La narrazione e il coinvolgimento del paziente e del suo percepito, nonché la narrazione di chi ha in cura il paziente, sono elementi imprescindibili della medicina contemporanea, che mira all'alleanza terapeutica tra il curante e il soggetto preso in cura.

 

Comprendere il paziente, la sua malattia e i suoi significati concettuali ed emotivi richiede empatia, ascolto ed equilibrio, per una gestione sana e produttiva della relazione umana tra paziente e medico. Paure e speranze non dovrebbero essere trascurate dai percorsi di cura, bensì accolte, rispettate ed elaborate, al pari degli esiti degli accertamenti clinici e strumentali. La persona diventa così protagonista del processo di cura e di guarigione, i cui significati sono negoziati con rigore, rispetto ed elasticità.

Non è da trascurare, infine, l'efficacia della narrazione anche per l'operatore sanitario, troppo spesso afflitto da burnout, ossia da sindrome da stress cronico correlato al sovraccarico lavorativo o emozionale sul lavoro. Evitare che la frustrazione e l'esaurimento emotivo del medico o del terapeuta si ripercuotano sull'efficacia della comunicazione e della terapia è - inevitabilmente -  parte della terapia.

In questo contesto citiamo l'essenzialità, nella cura della persona, di non prescindere dalla considerazione dell'ECOLOGIA, in quanto studio del contesto ambientale in cui l'organismo percorre la sua via tra la malattia e la salute. I macrosistemi e i microsistemi sono alla base della visione della medicina integrata, come abbiamo spiegato nella pagina iniziale di questo sito e gli ecosistemi sono unità ecologiche inscindibili che includono persone, organismi viventi e inevitabilmente fattori antropici.

Gli esseri umani possono essere considerati un biotopo (ambiente specifico) per il loro microbiota, ma costituiscono essi stessi una sorta di comuintà biotica interagente (biocenosi), inevitabilmente integrata in un habitat, che troppo spesso tendono a voler "dis-integrare"! Le conseguenze di questo atteggiamento comunitario ricadono sui singoli organismi e l'ecologia clinica e la MEDICINA AMBIENTALE,  fondata negli anni '80 del secolo scorso dal controverso medico americano William J Rea, indaga sulla multisensibilità a sostanze chimiche, inquinanti e interferenti endocrini, sull'elettrosensibilità e sulle conseguenze di disboscamento ed effetto serra, nonché sulle possibili soluzioni di prevenzione e cura reperibili proprio nell'ambiente stesso.

Sono ormai tante le patologie che affondano le loro radici eziologiche in cause ambientali, a maggior ragione se si considerano le implicazioni epigenetiche (vedi pagina iniziale) delle interferenze ambientali. Rimuovere il nesso ambiente-malattia nella gestione della salute significa condizionare negativamente ogni prognosi e vanificare ogni sforzo terapeutico.

NEI BAMBINI

 

Soprattutto per i bambini e per gli adolescenti è importantissimo poter raccontare sé stessi, la propria malattia ed il rapporto con essa. Scrivere brevi testi, disegnare, produrre dei fumetti sono metodiche che consentono la sottolineatura di aspetti che dal colloquio con i genitori spesso non emergono. Nelle malattie croniche e nelle malattie rare, in particolare, in modo adeguato all'età (fiabe da completare, racconti, fumetti), sono stati proposti vari progetti di medicina narrativa, che hanno consentito di comprendere meglio bisogni, frustrazioni e aspettative dei piccoli pazienti e delle loro famiglie, potendo così modulare i percorsi di cura al meglio.

Anche il semplice rituale raccontare fiabe ai bimbi la sera, tradizione preziosa senza tempo e condotta in una relazione affettiva familiare (non esercitata da un dispositivo elettronico che le racconti al posto nostro!!!) è una sana abitudine educativa, preventiva, curativa, stimolante, simbolica e catartica, che avviene proprio nel momento della giornata in cui ci si appropinqua e ci si abbandona al personalissimo ed ignoto universo onirico che riequilibrerà lo stato metabolico ed il sentire psichico del bambino (e dell'adulto).

Le drammatiche emergenze ecologiche in cui si trovano a crescere i bambini di questa epoca rendono identitario e costituzionale, per loro, occuparsi di ambiente per occuparsi della propria sopravvivenza psicofisica. L'ecosostenibilità degli stili di vita e delle scelte di prevenzione, cura e terapia non sono più uno dei tanti "modi" di percepire la prospettiva esistenziale. Il discernimento quotidiano tra scelte di cura/trascuratezza per l'ambiente equivale a scegliere cura/trascuratezza della persona che cresce e si sviluppa. E del suo futuro.

 

A nostra personalissima opinione lo sviluppo sostenibile non deve essere solo quello dell'economia umana sul pianeta su cui viviamo, ma anche dei singoli bambini, adulti del futuro.

LEGISLAZIONE

La Consensus Conference "Linee di indirizzo per l'utilizzo della Medicina Narrativa in ambito clinico assistenziale per le malattie rare e cronico-degenerative", tenutasi nel 2014 nel corso del  II Congresso Internazionale "Narrative Medicine and Rare Disease”, organizzato dall’Istituto Superiore di Sanità con il CNMR (Centro Nazionale Malattie Rare) ha definito la Medicina Narrativa come integrazione delle narrazioni del paziente nella pratica clinica.

Viene sostanzialmente superata la stantia distinzione fra scienze nomotetiche e scienze idiografiche. Le prime sono le scienze della natura, che ricercano le leggi generali sotto la spinta del positivismo. Le seconde sono le scenze storiche, per le quali invece solo il particolare conta, posto che i fatti e i loro protagonisti sono unici ed irripetibili.

La politica ambientale con il Trattato di Maastricht (TUE, Trattato sull'Unione Europea) del 1992 diviene obiettivo della Comunità Europea la quale persegue la promozione di uno sviluppo armonioso ed equilibrato delle attività economiche, una crescità sostenibile non inflazionistica e che rispetti l’ambiente.

L’ambiente entra, inoltre, a far parte della Carta di Nizza (CDFUE, Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europea), proclamata nel 2000 e adattata a Strasburgo nel 2007, tra i diritti fondamentali dell’Unione Europea, assumendo rango di diritto primario dell’Unione Europea con il Trattato di Lisbona, nel 2007. Con il Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n.152 il Codice dell'ambiente o TUA (testo unico in materia ambientale), che attuava la Legge n.308 del 2004, sono state emesse anche in Italia una serie di norme a tutela ambientale.

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