MUSICA, ARTE,

DANZA,

TEATRO

I Greci avevano attribuito ad Apollo sia l'arte medica che quella musicale. La musica è un attributo fondamentale della specie umana in tutte le culture. Il cervello umano distingue la musica dal rumore mediante ritmi, ripetizioni, toni, timbri e armonie. Le onde sonore elaborate dall'orecchio umano sono elaborate nell'area temporale del cervello come melodie e nel cervelletto come ritmi, ma soprattutto possono stimolare i centri della ricompensa al pari del cioccolato e dell'alcool. La neurobiologia ha dimostrato effetti benefici dell'ascolto musicale soprattutto sulla memoria e sul sistema cardiovascolare. Viene chiamato "effetto Mozart"il miglioramento della performance mentale, in particolare le funzioni cognitive nell'ambito spazio-temporale.

La MUSICOTERAPIA è l'uso clinico di interventi musicali basato sull'evidenza scientifica, per raggiungere obiettivi individualizzati, emotivi, cognitivi, fisici e relazionali. Il musicoterapista fornisce il trattamento indicato, tra cui la creazione, il canto, il passaggio e / o l'ascolto della musica. Il coinvolgimento musicale, che può utilizzare stili molto diversi tra loro, nel contesto terapeutico, rinforza le capacità della persona, per poterle trasferite ad altri ambiti di vita, come facilitazione di movimento, di rilassamento, di analgesia, di comunicazione, di apprendimento, di coordinazione, di controllo. La declinazione di cantoterapia richiama inevitabilmente l'armonia vibrazionale creata dalle ripetizioni dei mantra del Sāmaveda, espressioni canore di carattere rituale, che hanno una al contampo una valenza meditativa, emozionale e spirituale. Talora vengono usati semplici fonemi, quali minimi significanti associati a visualizzazioni, più che a significati univoci. L'immediatezza terapeutica del canto affonda radici nel passato più remoto dell'essere umano e si è concretizzata solidamente nell'efficacia antidepressiva dei canti nati spontaneamente in situazioni quali i lavoratori del cotone o le mondariso.

L'ARTETERAPIA moderna è nata negli anni '40 del secolo scorso in ambito psicoterapico, ma la funzione catartica e terapeutica dell'arte era nota fin dall'antichità. Si tratta, come per la musica, di usare anche le altre arti come mediazione non verbale che usa un processo creativo. L'esplorazione delle emozioni, il miglioramento dell'autostima, l'alleviamento dello stress, l'adattamento alla malattia o alla disabilità. I setting possono essere diversi, individuali o di gruppo. Non è necessario possedere un talento specifico, poiché il processo terapeutico non dipende dal valore artistico del risultato, bensì dalle associazioni che si creano tra le scelte creative e la vita interiore del paziente, da cui possono emergere ricordi e pensieri inconsci.

Anche la DANZATERAPIA raggiunge obiettivi terapeutici usando una forma creativa, che coivolge in questo caso il corpo e il movimento. L'espressione creativa coreica (ossia che usa la danza) è davvero globale e la fluidità del linguaggio del corpo è facilitatore o sostitutivo del linguaggio verbale. Isadora Duncan, Martha Graham, Maria Fux sono considerate le danzatrici e coreografe che più hanno improntato la storia della danza emozionale, non accademica. Più di una semplice ginnastica tecnica, più di un semplice movimento casuale, la gestione dinamica del corpo nello spazio, gestendo equilibri, misure, forme e intenzioni, costituisce un'esperienza psicofisica di trasformazione.

La TEATROTERAPIA mira ad armonizzare il rapporto tra mente, corpo e voce. Nei più piccoli si predilige l'uso di tecniche preespressive, di gioco simbolico e di improvvisazione.

In generale terapie di cui abbiamo parlato in questa pagina inducono esperienza, che non deve essere strettamente performante, né soggetta a giudizio qualitativo. Per questo questi approcci sono stati persino definiti biopsicospirituali.

NEI BAMBINI

 

I bambini si approcciano a musica, canto, danza, pittura, collage e manipolazione creativa con grande spontaneià e immediatezza. A differenza degli adulti essi tendono generalmente a produrre proposte creative ricche di archetipi e di contenuti simbolici. Oltre alla valenza delle arti come supporto per la gestione terapeutica di malattie, cronicità, disabilità, traumi, difficoltà emotive e relazionali e disturbi di apprendimento (su cui si moltiplicano le evidenze di efficacia), certamente esse anche anche fuori dal contesto della patologia possono essere fruibili come strumento favorente un sano sviluppo mentale.

LEGISLAZIONE

La Delibera regionale lombarda DGR del 7 aprile 2003 - n. 7/12620 ha incluso il contributo offerto dagli operatori specializzati in musicoterapia, arteterapia, danzaterapia e teatroterapia nei P.A.I. (piani assistenziali individualizzati).

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